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Compro Oro: cosa c'è da sapere dopo l'approvazione della nuova legge-vademecum

Dal 5 luglio è entrata in vigore la nuova normativa per i “compro oro”

25 settembre 2017
Un provvedimento molto atteso e necessario per regolamentare un settore molto diffuso in Italia, ma con ancora troppi “punti d’ombra”. Anche se la stretta del governo c’è stata, come chiedevano a gran voce le associazioni di categoria, con CNA in prima fila, rimangono ancora delle perplessità su alcuni punti della nuova legge, in particolare per quanto riguarda gli adempimenti burocratici previsti per le piccole imprese orafe artigiane.

In attesa che insieme alle principali associazioni di categoria - CNA, Confartigianato e Confcommercio - si riavvii il dialogo con il Governo per migliorare il provvedimento, CNA ha predisposto un “vademecum” per le imprese del settore, riassumendo le principali novità previste dalla legge.

DISPOSIZIONI PER L’ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ DI “COMPRO ORO”: COSA PREVEDE IL DECRETO

Per attività di compro oro si intende quell’esercizio commerciale che consiste nella compravendita di oro e metalli preziosi, esercitato in via esclusiva o in via secondaria rispetto all’attività prevalente.

Il registro degli operatori
Una delle novità più importanti introdotte dal decreto è sicuramente l’istituzione del registro degli operatori presso l’OAM (organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi).

L’iscrizione in questo registro è obbligatoria per l’esercizio dell’attività di compro oro ed è subordinata al possesso della licenza art. 127 tulps.
Per l’avvio di un’attività, i fabbricanti (industria), i commercianti e i mediatori di oggetti preziosi devono richiedere specifica licenza al questore della provincia dove avrà sede l’attività.

Gli orafi artigiani iscritti all’albo delle Imprese Artigiane, che non esercitano attività collaterale di commercio di oggetti preziosi, non hanno l’obbligo di richiedere la licenza di PS.

Chiunque svolga l’attività di compro oro, in assenza dell’iscrizione al registro degli operatori compro oro, sarà punito con la reclusione da 6 mesi e 4 anni e con una multa da 2.000 a 10.000 euro.

Come iscriversi al registro
Per registrarsi, gli operatori devono inviare all’OAM, in formato esclusivamente elettronico, l’apposita domanda, contenente:
● Nome, cognome e denominazione sociale

● Nominativo del responsabile legale e del preposto

● Codice fiscale

● Indirizzo o sede legale, città e cap

● Estremi della licenza tulps

● Conto corrente dedicato


Alla domanda vanno allegati la copia del documento d’identità dell’operatore e l’attestazione rilasciata dalla questura, dove si dichiara che la licenza tulps è valida.

Dopo aver verificato i requisiti e la completezza della documentazione allegata, l’OAM dispone l’iscrizione dell’operatore nel registro e assegna un codice identificativo.

Ogni variazione di quanto indicato nella domanda di iscrizione dovrà essere comunicata all’OAM entro i 10 giorni successivi all’avvenuta variazione, pena una sanzione di € 1.500.

L’operatore che non versa i contributi dovuti all’OAM viene di fatto escluso dall’iscrizione o dalla permanenza nel registro.

Il registro degli operatori verrà attivato dall’OAM entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto ministeriale (ovvero a partire dal 5 luglio 2017).

Obblighi identificazione clientela
Un’altra importante novità riguarda gli obblighi antiriciclaggio a cui saranno sottoposti gli operatori compro oro:
● Obbligo di identificazione e verifica del cliente: l'operatore deve identificare e verificare ogni cliente, prima di svolgere l’operazione di acquisto o permuta oro. Le operazioni di importo superiore a 500 € vanno effettuate unicamente attraverso mezzi di pagamento diversi dal contante, che garantiscono la tracciabilità dell’operazione.

● Obbligo di conservazione: l’operatore deve conservare i dati acquisiti e copia della ricevuta riepilogativa che rilascia al cliente per un periodo di 10 anni, utilizzando sistemi di conservazione idonei.

● Obbligo di segnalazione delle operazioni sospette: l’operatore è tenuto all’invio alla UIF - Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia - delle segnalazioni sospette di riciclaggio, secondo le disposizioni della legge 231/2007 art. 35.

Tracciabilità delle operazioni
Per assicurare la tracciabilità delle transazioni, gli operatori compro oro hanno l’obbligo di utilizzare un conto corrente bancario o postale dedicato in via esclusiva a questo tipo di transazioni finanziarie.
Per ogni operazione dovrà essere predisposta una scheda numerata progressivamente, contenente:
● Dati identificativi del cliente

● Sintetica descrizione delle caratteristiche dell’oggetto prezioso

● Indicazione quotazione oro e metalli

● Due fotografie digitali dell’oggetto prezioso

● Data e ora dell’operazione

● Importo corrisposto e mezzo di pagamento

● Destinazione dell’oggetto prezioso

● Altro operatore compro oro o cliente a cui l’oggetto è stato ceduto


Dopo aver compilato la scheda, gli operatori devono rilasciare al cliente una ricevuta riepilogativa delle informazioni acquisite.

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