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20/07/2004  Stampa

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TIR E INCIDENTI: GLI AUTOSPORTATORI SCARDINO E CROVARA
ALZANO GLI SCUDI IN DIFESA DELLA CATEGORIA

LA SPEZIA 20 LUGLIO 2004 - Trenta miliardi di euro l'anno. Questa la stima delle spese legate agli incidenti stradali. Un salasso che pesa sull'intera collettività che potrebbe essere evitato con maggiori controlli. Così la FITA-CNA della Spezia interviene nella polemica accesa all'indomani dell'incidente di sabato sull'AZ in cui hanno perso la vita sette persone. Gli autotrasportatori spezzini, a nome dell’intera categoria, non ci stanno a essere indicati come responsabili dell'alto livello di pericolosità delle strade e autostrade italiane. Gli imprenditori Nino Scardino e Umberto Crovara rispettivamente titolari delle società Eurostar e Crovara Autotrasporti rispondono alle associazioni dei consumatori che hanno puntato il dito sui Tir, colpevoli di elevare anche durante il weekend il tasso di pericolo sulle strade. Nel mirino, in particolare, i permessi e le deroghe accordate ai camion per poter circolare anche in regime di divieto in caso di trasporto di generi alimentari deteriorabili o altre merci particolari. «Il problema della sicurezza stradale nel nostro paese non si risolve addossando ogni volta le responsabilità ai veicoli industriali – commenta Umberto Crovara decano degli autotrasportatori Fita Cna - Anche la questione delle deroghe si divieti di circolazione appare strumentale e fuorviante rispetto alla vera esigenza di capire le cause o concause che generano nel nostro Paese il record europeo degli incidenti stradali». Secondo la FITA-CNA la sicurezza stradale è figlia di almeno tre condizioni fondamentali: la realizzazione delle infrastrutture; la loro gestione e regolamentazione; un corretto nucleo di normative sulla circolazione stradale dedicate, sia degli utenti professionali sia di quelli non professionali. «L'Italia, lo ripetiamo da anni, ha bisogno di nuove infrastrutture - spiega Nino Scardino - ma è tristemente evidente che per recuperare il gap ci vorranno decenni. In quanto alla gestione delle infrastrutture e la loro manutenzione, la FITA-CNA esprime grossi dubbi. Appare davvero singolare per esempio la scelta della società Autostrade di vietare ai Tir la circolazione nei pomeriggi del 23 luglio e il 6 agosto e nella notte, del 31 luglio, poiché così si spostano solo migliaia di automezzi, con i rischi conseguenti, dalle autostrade alla viabilità ordinaria, laddove esiste». Il problema è anche economico.«Le concessionarie delle autostrade imponendo tale divieto si dovranno assumere tutte le responsabilità per i disagi le conseguenze negative che ne deriveranno - chiariscono gli autotrasportatori Scardino e Crovara - L'autotrasporto, in tema di sicurezza già paga un conto salato in termini di velocità commerciali con il divieto di circolazione più rigido in tutta Europa, con i 1.600 km dei divieti di sorpasso e con tutte le deviazioni e gli impedimenti che le autorità locali impongono specialmente nel periodo estivo. Senza contare che l'autotrasporto professionale di merci su strada deve osservare un'innumerevole quantità di norme sia nazionali sia europee alla quale si aggiunge, un codice della strada che l’utente non professionale non conosce e non può conoscere con i suoi 700 articoli».
Ufficio stampa

 

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