06/04/2004
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ANSIA DA TIR SLOVENO
Confederazione Nazionale dell’ Artigianato e della Piccola e Media Impresa
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Comunicato stampa (inviato in e-mail e fax) ANSIA DA TIR SLOVENO E’ alle porte il libero ingresso in Italia La Spezia tra le città più appetibili La FITA-CNA teme la concorrenza che arriva dall'Est
LA SPEZIA 8 APRILE 2004 - Aumentano le preoccupazioni degli autotrasportatori spezzini e italiani in generale per il previsto ingresso dei colleghi sloveni in Italia senza alcun tipo di autorizzazione, a eccezione della licenza comunitaria. Le imprese slovene di autotrasporto potranno, infatti, liberamente offrire i loro servizi in ogni parte del Paese e, città come La Spezia sono altamente appetibili per il trasporto dei container legato all’attività del porto. In cinque anni è previsto anche l’ingresso di tutti gli altri vettori appartenenti ai paesi candidati all'allargamento Ue. A denunciarlo è la FITA-CNA per la quale il problema italiano è di perdere quote consistenti di attività in ambito nazionale e territoriale locale poiché i vettori dell'Est possono beneficiare di costi di produzione dei servizi per circa il 30% in meno rispetto ai vettori europei. Altro problema, secondo la FITA-CNA, è rappresentato dalla sicurezza. Le articolate e complesse disposizioni normative dell’Unione europea, finalizzate a raggiungere elevati standard di sicurezza stradale, non sembrano essere state completamente recepite dai paesi candidati. “Questo fenomeno del libero cabotaggio stradale ossia la possibilità di effettuare liberamente servizi di autotrasporto in Italia, rischia di divenire l’ultimo colpo nei confronti di un settore industriale nazionale qual è l’Autotrasporto, già compromesso dalla sua cronica debolezza contrattuale e dalla conseguente diffusa destrutturazione - chiarisce Pierluca Mainoldi presidente FITA CNA della Spezia - Inoltre c'è da precisare che un’impresa di autotrasporto che pratica il libero cabotaggio può, allo stato attuale, evitare di stabilirsi nel paese ove effettua i servizi a discapito quindi dell'erario nazionale. Le proposte della FITA per contenere una spinta concorde che rischia di schiacciare l’autotrasporto nazionale sono essenzialmente tre: la limitazione temporale del veicolo industriale in cabotaggio; l'applicazione di un regime fiscale specifico per le imprese che effettuano cabotaggio in Italia; qualità e quantità dei controlli su strada. Il settore dell'autotrasporto è, del resto, in fase di fibrillazione e risente delle difficoltà economiche del Paese”.
Ufficio stampa

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