07/06/2005
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INCENTIVI PER IL TRASPORTO COMBINATO TRENO-TIR
TIR TRENO, ECCO GLI INCENTIVI. Via ai fondi per sviluppare il mix gomma-rotaia. Per la FITA-CNA: effetti scarsi se non si rende funzionale la rete ferroviaria.
Partono gli incentivi per il trasporto combinato trenoTir. Sono stati sbloccati dal ministro dell'economia Domenico Siniscalco, infatti, i fondi stanziati dalla legge finanziaria del 2002. Manca ora l'ultimo atto di una lunga trafila procedurale, per far decollare gli incentivi treno-Tir previsti dalla legge 166/2002, costituito dalla stipula di una convenzione tra il ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la Cassa depositi e prestiti per l'accensione dei mutui. Entro due mesi, inoltre, sarà emanata la circolare ministeriale che dovrebbe chiarire le procedure operative a cui debbono attenersi le imprese perla presentazione delle domande. Si tratta di un sistema di incentivi volti a favorire lo spostamento della merce dalla strada alla ferrovia attraverso un sistema di contributi di esercizio alle imprese e contributi per l'acquisto di materiale rotabile. «L'autotrasporto», sostiene Maurizio Longo, segretario nazionale della FITA-CNA, «è da sempre favorevole a qualsiasi iniziativa che favorisca il dirottamento di merci dalla strada alla ferrovia; tuttavia l'impianto normativo adottato per l'erogazione degli incentivi dovrebbe a nostro parere essere di uso più semplice e immediato». «Infatti, il complicato sistema contrattuale e la restituzione degli incentivi ricevuti per non aver ottemperato agli impegni assunti in precedenza in materia di treni cosiddetti completi e quantitativi di merce da trasferire, costituiscono una elevata barriera per molte imprese che avrebbero potuto utilizzare questa forma alternativa di trasporto», aggiunge Longo. Per spostare la merce dilla strada alla ferrovia si spenderanno 2 euro per ciascun treno-chilometro. «Gli effetti di questo provvedimento», secondo Longo, «rischiano comunque di essere vanificati se agli incentivi non si accompagnano misure di tipo funzionale e strutturale per continuare a intercettare quantità di merce anche dopo il periodo dell'incentivazione». «In questa direzione», prosegue Longo, «sarà opportuno riorganizzare i servizi, predisporre funzionalmente i nodi di scambio e rendere funzionale la rete ferroviaria in ogni suo aspetto per evitare il rischio che il vantaggio dell'incentivo venga inghiottito dalle inefficienze del sistema». Ma non basta. «Sul trasferimento di merci pericolose dalla strada alla ferrovia per il quale è previsto un contributo», insiste Longo, «si doveva fare molto di più sia per la quantità dell'incentivo sia per il finanziamento di piattaforme distributive dedicate». Insomma, la FITA-CNA non è soddisfatta. «Su questo versante», conclude il segretario nazionale della FITA, «si ha l’impressione che la concessione dei contributi possa aiutare soltanto gli stabilimenti chimici o quelle, attività commerciali che già utilizzano treni completi per i propri multiprodotti».

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